Ansia e insonnia: quando la paura di non dormire ti tiene sveglio
Ansia e insonnia possono alimentarsi a vicenda. Può capitare di arrivare a sera stanchi, desiderosi di riposare, e accorgersi che proprio quando ci si mette a letto la mente sembra accendersi.
Ripensi alla giornata, anticipi quello che dovrai fare domani, controlli l’orario e inizi a fare calcoli: “Se mi addormento adesso dormirò solo cinque ore”. Più cerchi di dormire, più senti di essere sveglio.
Il rapporto tra ansia e insonnia può diventare così un vero circolo: la preoccupazione di non riuscire a dormire aumenta l’attivazione e rende il sonno ancora più difficile.
Dormire è un processo che avviene spontaneamente. Quando però il sonno diventa qualcosa da controllare, può trasformarsi in una prestazione: “Devo dormire”, “Domani devo essere riposato”, “Se stanotte non dormo non riuscirò a fare nulla”.
Ansia e Insonnia: il circolo della paura di non dormire
Può accadere qualcosa del genere:
Non riesco ad addormentarmi → controllo l’ora → penso alle conseguenze del giorno dopo → aumenta l’ansia → mi sento ancora più sveglio → provo ancora più intensamente a dormire.
Il problema quindi non è sempre soltanto l’assenza di sonno, ma anche ciò che facciamo mentalmente quando il sonno non arriva.
Prova a osservare tre cose
1. Qual è il pensiero che compare quando non dormi?
“Domani sarà un disastro”?
“Non riuscirò a lavorare”?
“Devo addormentarmi subito”?
Identificarlo aiuta a distinguere la difficoltà reale dalla previsione catastrofica.
2. Quanto controlli il sonno?
Guardare continuamente l’orologio, calcolare quante ore rimangono o verificare continuamente se si sta prendendo sonno mantiene l’attenzione proprio sul problema.
Prova gradualmente a ridurre uno di questi controlli.
3. Cosa fai quando non riesci a dormire?
Restare a lungo nel letto sforzandosi di addormentarsi può aumentare frustrazione e attivazione. Quando il sonno non arriva, può essere utile interrompere temporaneamente quella lotta e tornare a letto quando ricompare sonnolenza.
L’obiettivo non è costringersi a dormire, ma ridurre progressivamente la lotta con il sonno.
Se ansia e insonnia diventano persistenti e iniziano a condizionare giornate, lavoro o benessere, può essere utile comprendere quali pensieri e comportamenti stanno mantenendo questo circolo.
Ricevo a Vicenza Strada del Pasubio 146, Bressanvido e online.