Qual’è il tuo rapporto con i tuoi pensieri? Li segui rigidamente come se fossero fatti, ordini impartiti dall’alto o verità assolute? I pensieri ansiosi ti spaventano e ti impediscono di vivere serenamente?
Ci sono diversi approcci psicoterapeuti che lavorano direttamente sulla modificazione dei pensieri, come ad esempio la terapia cognitiva comportamentale (CBT) dove i pazienti imparano a riconoscere i propri stili di pensiero e a determinare se questi sono più o meno accurati.
La Mindfulness (consapevolezza, attenzione o piena consapevolezza mentale) rispetto alla CBT compie un ulteriore passo in avanti, insegnandoci ad assumere un atteggiamento più neutro e distanziante nei confronti dei nostri pensieri.
Secondo questo approccio, le persone imparano a non aver paura dei loro pensieri o ad auto-definirsi sulla base di questi.
Ecco allora tre passi attraverso cui la Mindfulness ci aiuta a fare amicizia con i nostri pensieri negativi.

La mindfulness cambia, modifica la relazione che abbiamo con i nostri pensieri ed emozioni.

Facciamo un esempio. Immagina di essere all’interno di un teatro e di guardare un film horror. Una scena particolarmente spaventosa attiva il nostro sistema nervoso simpatico che si traduce in un aumento del battito cardiaco, un aumento della frequenza respiratoria, le mani iniziano a sudare. Ma poi improvvisamete qualcuno accende le luci all’interno del teatro. Cosa è successo?

Le immagini spaventose del film continuano a scorrere, ma ti giri e noti che un proiettore le sta trasmettendo sullo schermo. Ti accorgi che sono tutti effetti sonori e luminosi! In quel momento, anche tu sei diventato consapevole di ciò che ti circonda. Noti il colore delle pareti, delle sedie, la presenza degli altri.

La tua esperienza in quel momento è radicalmente cambiata e il tuo livello di attivazione (aumento del battito cardiaco ecc…) è ritornato alla normalità.

In modo simile, la pratica della mindfulness ci insegna ad accendere tutte le luci all’interno del teatro della nostra mente. Invece di essere intrappolati dai nostri pensieri ed emozioni identificandoci con essi, noi impariamo ad osservarli in modo consapevole.

Una ricerca ha chiaramente dimostrato che dare un nome alle nostre emozioni ci aiuta a regolarle.

In questo studio i ricercatori hanno mostrato delle immagini di persone con espressioni facciali che descrivevano forti emozioni (rabbia, ansia…). Il compito dei soggetti coinvolti era quello di dare un nome all’emozione vista nella foto. I risultati hanno messo in luce che le persone che erano in grado di abbinare correttamente l’emozione con l’espressione del volto tendevano ad essere più aperti e consapevoli rispetto a ciò che stava accadendo nel momento presente, in altre parole erano naturalmente, o disposizionalmente, più consapevoli.

Il processo di dare un nome alle emozioni ha avuto l’effetto di accendere la luce (consapevolezza) all’interno del teatro della mente e di conseguenza ne ha permesso la regolazione.

Cosa ci dimostra questa ricerca? Essere consapevoli dei nostri pensieri ed emozioni calma la parte di mente stressata e che dare un nome a ciò che in quel momento proviamo, che sia rabbia o ansia, ci permette di modificare la relazione che abbiamo con la nostra mente e di fare pace con lei!

Come possiamo fare pace con la nostra mente?

Ora prova questa semplice strategia in tre passi per cambiare il tuo rapporto con qualsiasi delle emozioni che provi:

1- Osserva e nomina le emozioni.

Porta la tua attenzione consapevole sulle tue emozioni dando loro un nome.

2- Valuta le emozioni che provi.

Su una scala da 1 a 10 (dove 1 corrisponde a bassa e 10 ad alta) valuta l’intensità dell’ emozione che sperimenti. Continua a valutarla per un certo periodo di tempo.

3- Senti l’emozione nel corpo.

Dove è localizzata l’emozione- rabbia, impazienza, delusione- nel corpo?

Cambia la posizione del corpo ed apriti al momento.

Troverai così una pace maggiore.
Ed ecco come la Mindfulness ci aiuta a fare amicizia con i nostri pensieri negativi.

 

Fonte http://www.psychologytoday.com

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