In un periodo di difficoltà personale, in cui i pensieri negativi hanno preso il soppravento, una persona a me cara mi ha detto “Dovresti provare a essere più compassionevole con te stessa”.
Questa parola è risuonata in me, accendendo la curiosità di approfondirla.
Quando si parla di auto compassione (self- compassion) ci si riferisce alla capacità di imparare a riconoscere la sofferenza che si sta provando e a rispondere a noi stessi con gentilezza, cura e calore.
Vediamo insieme come è possibile concretamente mettere in atto L’Arte dell’auto-compassione.

1- Riconosci, dai voce alla sofferenza

Quando le persone attraversano un periodo complicato spesso fanno di tutto per allontanare, evitare, cancellare ciò che provano. Vorrebbero smettere di provare quell’emozione dolorosa, spingere via quel pensiero che come un giudice implacabile gli sussurra “Non vali niente”, “Sei uno stupido”, “Non sei abbastanza”.
Alcuni degli strumenti che le persone utilizzano per non provare più questo dolore sono ad esempio abusare di sostanze, lavorare un numero spropositato di ore, fare esercizio fisico fino allo sfinimento, mangiare tutto quello che hanno a disposizione; chi lo sperimenta sa che però “svanito l’effetto” l’emozione, il pensiero, il ricordo, la sensazione torna più forte di prima.
Ora prova a immaginare che, invece di allontanare, evitare, anestetizzare quel dolore gli dai voce, lo osservi, lo riconosci per ciò che è e anzichè giudicarti provi semplicemente a dirti in modo gentile e con cura
“Sì, ciò che sto attraversando è un periodo veramente difficile”
“Questo è un momento di grande sofferenza”

Questo è proprio il primo passo che puoi compiere verso l’auto compassione; noto e riconosco attraverso il mio dialogo interiore il dolore e tutta la mia sofferenza.

2-Rispondi con gentilezza

Il secondo passo è quello di provare a rispondere a te stesso in modo gentile e premuroso.
Prova a soffermarti ora sui momenti in cui stai male e nella tua mente risuonano frasi del tipo “Non sei abbastanza capace”, “Non c’è la farai mai”. Queste parole feriscono e scavano solchi profondi.
Ora fai uno sforzo di immaginazione, e prova ad allenarti a modificare questo tuo dialogo interiore.
Sganciati, togli il potere a quei giudizi severi e prova a parlare a te stesso in modo gentile…qualcosa che risuona come
“ehi, vacci piano”,
“mi preoccupo per te”,
“è normale compiere degli errori”
Se provi a rifletterci, è ciò che diresti a un tuo caro amico che ti confida di attraversare un periodo doloroso della sua vita.
Difficilmente gli risponderesti “Smettila di lamentarti, di frignare”; è molto più probabile che gli diresti “Sì questo momento è davvero complicato ma io ci sono, sono qui per te”

Perchè se lo facciamo con un amico non possiamo farlo verso noi stessi?

 

Fonte: “Semplici passi verso l’auto compassione” di Russ Harris.

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