Le feste natalizie vengono spesso rappresentate come un periodo di gioia, famiglia e condivisione. Ma per molte persone questo periodo porta con sé un senso di solitudine più intenso del solito. Non sempre si tratta di essere veramente soli: a volte ci si può sentire isolati anche in mezzo agli altri, perché qualcosa dentro di noi non riesce a trovare spazio o ascolto.

La solitudine natalizia nasce spesso da confronti dolorosi (“dovrei avere una famiglia unita”, “dovrei essere felice”), da relazioni complicate, da lutti non elaborati o semplicemente dalla sensazione di non appartenere. Le luci, i messaggi pubblicitari e l’aspettativa sociale di “esser felici” rischiano di amplificare il senso di distanza tra ciò che viviamo e ciò che pensiamo di dover vivere.

Cosa possiamo fare, con pacatezza e rispetto dei nostri tempi?

  1. Riconoscere quello che proviamo. Non serve forzarsi a essere allegri. Dare un nome alle emozioni – tristezza, nostalgia, fatica – è già un primo passo di cura.

  2. Ridurre la pressione delle aspettative. Le feste non devono essere perfette. Possiamo permetterci di viverle in modo più semplice, meno performante, più autentico.

  3. Scegliere piccole azioni che fanno bene. Una passeggiata, un libro, un film che conforta, una tisana calda: gesti minimi che creano radicamento.

  4. Ricercare connessioni “sufficienti”. Non grandi eventi, ma un caffè con una persona che ci fa sentire accolti; un messaggio sincero; una chiamata breve.

  5. Dare spazio ai ricordi senza obbligo di “star bene”. Se ci sono persone che mancano, è legittimo sentirle vicine proprio perché fanno parte della nostra storia emotiva.

  6. Chiedere supporto. La solitudine si alleggerisce quando qualcuno la ascolta senza giudizio. Una seduta di psicoterapia può aiutare a dare ordine, significato e gentilezza a ciò che si prova.

Le feste non sono un esame da superare: sono giorni dell’anno, e possiamo decidere di attraversarli con calma, presenza e rispetto verso ciò che sentiamo davvero.

Sei interessato/a a questo articolo? Non esitare a contattarmi: